Con tutto il battage pubblicitario che si è fatto delle tre “i” della scuola (inglese, impresa e informatica) sembra che l’italiano sia diventato un optional.

Anche Berlusconi ha cominciato a usare in maniera strana la lingua italiana, come nella sua dichiarazione “Noi siamo sempre attenti alle suggestioni del presidente della Repubblica”, nella quale apparirebbe più corretto sostituire suggestioni con suggerimenti, a meno di non voler intendere che “si fa molta attenzione ai tentativi del presidente della Repubblica di influenzarci”…

L’uso di suggestione al posto di suggerimento è purtroppo comune a diversi personaggi pubblici, e probabilmente dovuto al fatto che suggerimento corrisponde all’inglese “suggestion”, mentre suggestione è da tradurre con “influence”.

Personalmente non ho nulla contro l’uso di termini inglesi quando siano più efficaci di quelli italiani, ma l’uso di un termine inglese italianizzato, per di più in sovrapposizione con un termine esistente e di significato totalmente diverso, dovrebbe essere assolutamente proibito.

Quello che appare strano è che data l’importanza del personaggio, i giornali riportino la frase senza preoccuparsi di far notare l’errore stesso o almeno di modificare la parola incriminata con quella corretta.

D’altra parte, questa sudditanza assoluta al potere ha avuto tanti esempi anche nel passato, tanto che ancora oggi parliamo di “bagnasciuga” anzichè di battigia…

Mah! Possiamo sperare che i potenti si correggano sempre da soli quando sbagliano? Gli esempi che la storia ci fornisce sembrano indicare il contrario ma, in fin dei conti, Berlusconi non è già riuscito a ripulire Napoli?